L’arciere e altri racconti

Sarà pubblicato il 30 ottobre 2025, per Efffigie edizioni, “L’arciere e altri racconti” di Giancarlo Micheli.

In questi tre testi, Micheli narra esperienze, reali e immaginarie, di un’umanità in bilico tra i carcami dell’economia capitalistica ed il culto di un’autocratica normatività che va colonizzando le coscienze, abbacinate dal pieno fulgore algoritmico della sua apocalisse, ubiqua e quotidiana. Sullo sfondo di sghignazzi isterici ed ordinaria apatia in cui è costituita l’organizzazione delle apparenze, la forma del racconto raccoglie, ai margini degli eventi, un sorriso interiore, rilancia il sogno ad occhi aperti della coscienza di specie, prefigura il laborioso cammino verso la pace universale ed il regno della libertà.

Della prosa di Micheli è stato scritto, dal 2007 al 2024 (estratti):

Micheli è al secondo romanzo. Il primo era intitolato Elegia provinciale. Entrambi sono notevoli per le caratteristiche della scrittura, molto lavorata. La lezione di Gadda è evidente nell’ampio spettro della invenzione linguistica. (Romano Luperini)

Anche se predilige il racconto d’epoca, sorretto da una minuziosa ricostruzione di situazioni storiche e usi linguistici, Micheli non perde mai di vista l’umanità e, di conseguenza, l’attualità dei suoi protagonisti. (Alessandro Zaccuri)

Ciascuna porzione minimale trasporta i segni delle tante storie che confluiscono in un intreccio di verità e invenzione dagli effetti sapienziali. (Carmen De Stasio)

Forse è proprio questa innocenza che rende così evidenti e credibili le sue invenzioni, come possono esserlo solo le fantasie d’un poeta. (Manlio Cancogni)

Romanzo per la mano sinistra è un testo ammirevole per la determinazione, davvero massimalistica in tempi di desolante minimalismo, con la quale l’autore ha deciso di confrontarsi con temi che è riduttivo definire alti. (Franco Contorbia)

Il romanziere non guarda alla storia (né alla Storia) come a una sequenza vettoriale […], la ricrea rileggendola – quasi inventando l’obtusus di una terza dimensione del narrabile – nella forma temporale della simultaneità simbolizzata. (Neil Novello)

Usa un sistema narrativo che è pieno di sorprese, ma anche di ritorni e leit-motifs, secondo una tecnica che amo definire di avvolgenza, quasi vi si potessero rinvenire principî percettivi di ordine tattile. (Rodolfo Tommasi)

Penso che questo libro sarebbe piaciuto a Leon Trockij, perché è un libro della rivoluzione permanente, uno sguardo non corrotto dalla burocrazia e neppure venduto all’interesse del denaro, uno sguardo d’una innocenza inquietante, che ci consegna un’opera la quale, a mio avviso, è un evento. (Tomaso Kemeny)

Tutta l’opera di Micheli si accende di queste visioni: convinzione, modo di costruire il paesaggio che ci sta di fronte, lungo un cammino che, pur passando attraverso la storia, le sofferenze, le degenerazioni della specie, prosegue fino al luogo che le sarà idoneo, fino alla umanità nuova. (Gabriella Valera Gruber)

per ulteriori informazioni: novarubedo