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OGGI PARLIAMO DI….

LUCIO LIBERTINI

A Radio Poderosa tavola rotonda su

SINISTRA LIBERTARIA, SINISTRA LIBERTINI

UN PENSIERO E UNA PRASSI POLITICA FECONDI E DI CUI OGGI PIU’ CHE MAI C’E’ BISOGNO

CESARE MANACHINO NE PARLA CON DIEGO GIACHETTI E DELFO RAFASCHIERI:

ASCOLTA QUI: Tavola-rotonda-su-Libertini-

LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVA DEL 20 0TTOBRE

Biografia

Membro della Federazione Giovanile Socialista Italiana, l’organizzazione giovanile del Partito Socialista Italiano, nel 1946 diede vita alla corrente “Iniziativa socialista“.

Nella primavera 1952 comincia a collaborare a “Risorgimento Socialista“, il settimanale fondato da Aldo Cucchi e Valdo Magnani, di cui assume la direzione dal 18 dicembre 1954 fino alla chiusura (marzo 1957), occupandosi prevalentemente della politica estera, della decolonizzazione, dei movimenti socialisti a livello internazionale.

Membro della direzione dell’U.S.I. dal I Congresso (1953), nel marzo 1957 confluisce con l’intero movimento nel P.S.I.

Nel 1958, quando ormai la politica del Fronte Democratico Popolare era già stata abbandonata dai vertici del PSI, scrisse con Raniero Panzieri le Sette tesi sul controllo operaio, in cui rilanciava la necessità dell’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione.

Nel 1968 venne eletto alla Camera nelle liste del PSIUP. Nel 1972 aderisce al Partito Comunista Italiano, divenendo membro del comitato centrale e dove rimase per tre anni.

Ritornò alla Camera nel 1976, eletto questa volta in quelle del Partito Comunista Italiano. Nel corso della legislatura presiedette la commissione trasporti della Camera.

Alle elezioni del 1979 fu eletto Senatore con il Partito Comunista Italiano, confermando il seggio nel 1983 e 1987.

Nel 1991 non aderisce alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto, così insieme ad Armando CossuttaSergio GaraviniRino SerriNichi Vendola ed altri fondarono il Partito della Rifondazione Comunista, assumendo l’incarico di capogruppo a palazzo Madama e di dirigente.

Alle elezioni politiche del 1992 viene rieletto senatore, ricoprendo il ruolo di capogruppo di Rifondazione Comunista, e rimanendo in carica fino alla morte improvvisa, avvenuta un anno dopo a causa di un male incurabile.

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